DENOMINAZIONI DI ORIGINE E MADE IN ITALY

Insegnamento
DENOMINAZIONI DI ORIGINE E MADE IN ITALY
Insegnamento in inglese
Appellations of origin and made in italy
Settore disciplinare
IUS/04
Corso di studi di riferimento
GIURISPRUDENZA
Tipo corso di studio
Laurea Magistrale
Crediti
8.0
Ripartizione oraria
Ore Attività frontale: 60.0
Anno accademico
2016/2017
Anno di erogazione
2019/2020
Anno di corso
4
Lingua
ITALIANO
Percorso
AMBIENTE E TERRITORIO
Docente responsabile dell'erogazione
CARDARELLI Maria Cecilia
Sede
Lecce

Descrizione dell'insegnamento

propedeuticità dell'esame di Diritto commerciale

Parte generale: il marchio: nozione e funzioni - i divieti di uso ingannevole del marchio - la tutela dei valori del marchio in sé - marchi collettivi e nomi geografici - l'origine geografica: nozione - l'origine geografica dei prodotti nella Convenzione d'Unione, nell'accordo di Madrid, nell'accordo di Lisbona e nell'accordo TRIPPs - I regolamenti comunitari - Il codice della Proprietà industriale - Le denominazioni e le indicazioni geografiche come oggetto di proprietà industriale

Parte speciale: L'origine delle merci e le comunicazioni al consumatore - l'indicazione geografica come diritto sui generis - le pratiche commerciali scorrette ed il made in -  la dimensione territoriale come strumento di valorizzazione della qualità del prodotto - Le autodichiarazioni sul "Made in " ed il problema del sounding -  Il ruolo dell'informazione commerciale

a) conoscenza e comprensione:L’insegnamento si propone di far acquisire allo studente una conoscenza critica delle problematiche relative alla tutela dei prodotti caratterizzati da un legame con il territorio e dell'evoluzione della disciplina del "made in". il corso offrirà un continuo confronto con gli ordinamenti europei e con il diritto internazionale;

b) Capacità di applicare conoscenze e comprensione: le metodologie utilizzate, che prevedono accanto alla didattica frontale, esercitazioni su casi decisi dalle Corti, nazionali e comunitarie, consentirà al futuro giurista  di acquisire capacità applicative della disciplina giuridica oggetto del corso e di costituire un valido supporto, sotto il profilo consulenziale, per le imprese. La presenza in aula di imprenditori che devono quotidianamente confrontarsi con le difficoltà derivanti da una normativa complessa, spesso contraddittoria, ma che sono consapevoli di essere fattore di sviluppo di un territorio che offre ai loro prodotti qualità uniche, avvicinerà lo studio teorico alla realtà economica offrendo occasioni importanti per i frequentanti il corso;

c)Autonomia di giudizio:  Attraverso lo studio articolato in lezioni frontali che prevedono un question time, e seminari nei quali viene sollecitata la partecipazione attiva dello studente con la discussione di casi reali, le testimonianze di imprenditori o di rappresentanti organismi di settore, il futuro giurista acquisisce flessibilità di pensiero, capacità di confronto, attitudine al problem solving, capacità di analisi di documenti  e capacità di valutazione e di scelta di possibili soluzioni. 

d) Abilità comunicative: Il futuro giurista apprende attraverso il corso a comunicare in forma orale e, se vuole anche in forma scritta, idee, problemi e soluzioni inerenti l'oggetto del corso. Il question time a lezione è proprio finalizzato non solo a condividere con tutti gli studenti presenti i problemi di comprensione e apprendimento ma soprattutto vuole stimolare ed abituare lo studente ad un confronto di fronte ad una molteplicità di persone, superando una naturale ritrosia al dibattito. L'attività seminariale che prevede il conivolgimento diretto degli studenti in un dibattito del quale si fanno promotori, con l'ovvia assistenza del docente, supporta questo obiettivo ed aiuta nell'uso di un metodo giuridico di approccio e soluzione delle problematiche proposte. Completa l'attività  il ricevimento individuale durante il quale viene prestata particolare attenzione al linguaggio utilizzato dallo studente.

e) capacità di apprendimento: Attraverso lo studio della materia lo studente approfondisce la comprensione di regole e istituti della realtà economica con la quale si confronta, magari in maniera inconsapevole, quotidianamente. Fondamentale anche il confronto tra gli ordinamenti che fa acquisire allo studente la consapevolezza della globalità del sistema economico e dei soggetti che ivi operano. L'obiettivo dell'articolazione del corso ripartendo le ore tra didattica frontale, seminari e interventi di soggetti esterni è quella di far comprendere allo studente come il metodo di interpretazione delle norme a tutela dei prodotti italiani debba contemperare una pluralità di interessi, da quello dell'impresa a quello dei consumatori, da quello del mercato a quello pubblico

 

Il metodo didattico si sviluppa su tre livelli: a) a lezione comunicando in anticipo l'argomento che sarà trattato ed invitando lo studente a leggere il Manuale  prima di recarsi in aula così da realizzare, durante le ore di lezione un coinvolgimento dello studente ; b) lasciando uno spazio apposito al termine della lezione per un confronto con tutti i presenti sulle questioni trattate , il question time ; c) durante l'esercitazione quando, di fronte al caso concreto lo studente dovrà applicare le nozioni teoriche che ha appreso a lezione; d) durante i seminari con soggetti esterni preparando in anticipo l'evento, con distribuzione di materiali o indicazioni bibliografiche specifiche, e sollecitando il dibattito con il relatore; e) attraverso orari di ricevimento dedicati a chiarire gli aspetti più problematici della materia con ciascun studente. A supporto della didattica saranno utilizzate slides e saranno distribuiti materiali (in particolare casi giurisprudenziali) . Questa articolazione della didattica consente di instaurare con gli studenti un rapporto di stima reciproca che, da un lato consente al docente non solo di monitorare, ma anche di valutare la preparazione , l'impegno e la capacità di ciascuno, dall'altro rende lo studente consapevole e responsabile dell'apprendimento, lo stimola a prospettive d'indagine differenti, all'autonomia di giudizio e sollecita le personali abilità applicative e comunicative.

L'esame si svolgerà nella forma di prova orale secondo il seguente schema:

PRIMA PARTE: accertamento della preparazione di base della disciplina delle denominazioni di origine e dei marchi collettivi con diretto riferimento ai prodotti agro-alimentari. La conoscenza e comprensione e la relativa capacità di applicare le nozioni di base acquisite saranno  accertate attraverso due o tre  domande la cui risposta  positiva costituisce presupposto per la prosecuzione della verifica;

SECONDA PARTE: accertamento dell'apprendimento sulle tematiche specifiche del Made in sia nella disciplina nazionale che in quella internazionale ponendo due o tre domande sul testo monografico adottato. In questa parte si potrà verificare l'autonomia di giudizio acquisita dallo studente soprattutto nel rilevare le criticità del sistema di tutela, la sua capacità di approcciare le singole problematiche e la sua attitudine a porre in relazione argomenti più complessi con i fondamenti della disciplina del diritto industriale. 

Le capacità comunicative e la proprietà di linguaggio saranno verificare durante l'intero esame.

1) chi ha sostenuto l'esame di Diritto della proprietà industriale e intellettuale porterà all'esame solo la parte speciale

2) il programma per i frequentanti subirà delle variazioni che saranno concordate nei primi giorni di lezione

Parte generale:

Denominazioni geografiche- Le denominazioni di origine nel contesto dei diritti di proprietà industriale- La qualificazione giuridica delle denominazioni d’origine ed il loro rapporto con i marchi nel panorama delle fonti -La Convenzione d’Unione di Parigi del 1883; L’Accordo di Madrid sul divieto di indicazioni di provenienza false o fallaci; l’Accordo di Lisbona sulla protezione delle denominazioni di origine e sulla loro registrazione internazionale; l’Accordo TRIPs e la disciplina delle Indicazioni Geografiche- Le denominazioni di origine dei prodotti alimentari -  La disciplina delle denominazioni di origine dei prodotti alimentari tipici o tradizionali - La disciplina delle denominazioni di origine dei prodotti vitivinicoli.-  La disciplina delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei prodotti alimentari diversi dai vini- La registrazione di una indicazione geografica fra tutela della proprietà industriale, protezione del consumatore e sviluppo dell’economia rurale - L’armonizzazione degli strumenti di tutela delle indicazioni geografiche e la sopravvivenza di forme nazionali di riconoscimento delle denominazioni dei prodotti tradizionali locali- La registrazione di marchi regionali di qualità. -  Motivi ostativi alla registrazione della denominazione: la genericità del nome -  L’instaurazione della privativa ed il confezionamento dei prodotti alimentari in loco -  I controlli sui prodotti a denominazione registrata-  La modifica del disciplinare delle denominazioni già registrate ed il problema della “evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecniche”- L’opponibilità del disciplinare non pubblicato-  I confini della privativa ed il concetto di evocazione della denominazione- L’armonizzazione degli strumenti di tutela delle indicazioni geografiche e la sopravvivenza di forme nazionali di riconoscimento delle denominazioni dei prodotti tradizionali locali- La disciplina delle indicazioni geografiche nell’Accordo TRIPs- Il rapporto fra marchi ed indicazioni geografiche all’interno dell’Accordo TRIPs-  L’articolo 17 dell’Accordo TRIPs e le “limitate eccezioni” al diritto dei marchi registrati - Il conflitto marchi- indicazioni geografiche nella visione dei Panels WTO del 2005 -  La compatibilità del regime di coesistenza fra marchi ed indicazioni geografiche introdotto dall’art. 14 del regolamento 2081/92 CEE (oggi art. 14 reg. 510/06 CE) con le disposizioni del TRIPs - L’estensione della tutela delle D.O.P. – I.G.P. in relazione alle traduzioni in altra lingua delle denominazioni geografiche

Parte speciale

L’origine delle merci fra diritto, società e consumi - La nozione di “origine” dei prodotti nel diritto dell’Unione europea - Il settore alimentare - La nozione “doganale” di origine e la sua (inopportuna) estensione alla comunicazione commerciale- Norme dell’Unione europea sull’origine e “preemption”-Obbligo di indicazione dell’origine e libera circolazione delle merci - l’approccio giurisprudenziale al tema del “Made in” – Le c.d. “clausole di mutuo riconoscimento” quale “nuova via” per tutelare gli obblighi nazionali di indicazione dell’origine -  Le indicazioni geografiche come diritti “sui generis” -. La dimensione “territoriale” delle indicazioni geografiche protette ed il loro collegamento effettivo ai metodi produttivi “leali e costanti” - indicazioni geografiche “semplici” e indicazioni geografiche “qualificate” - . Gli “altri segni del Made in”: le c.d. “autodichiarazioni” sul “Made in” ed il problema del “sounding” - La disciplina dell’Unione europea - La tutela del “Made in” nella normativa italiana: le pratiche commerciali scorrette e il principio di libera circolazione delle merci – Il ruolo dell’informazione commerciale e la tutela del consumatore.

Parte generale:

Adriano Vanzetti, Vincenzo Di Cataldo, Manuale di diritto industriale, Milano 2018 - limitatamente alla Parte II, capp. I (Marchi, nozione e funzione), VIII (I marchi collettivi), XIII (l'origine geografica dei prodotti)

Parte speciale:

Vito Rubino, I limiti alla tutela del Made in fra integrazione europea e ordinamenti nazionali, Giappichelli, 2018

 

Semestre
Secondo Semestre (dal 24/02/2020 al 22/05/2020)

Tipo esame
Obbligatorio

Valutazione
Orale - Voto Finale

Orario dell'insegnamento
https://easyroom.unisalento.it/Orario

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