SEMIOTICA DEL CINEMA

Insegnamento
SEMIOTICA DEL CINEMA
Insegnamento in inglese
SEMIOTICS OF FILM
Settore disciplinare
M-FIL/05
Corso di studi di riferimento
TRADUZIONE TECNICO-SCIENTIFICA E INTERPRETARIATO
Tipo corso di studio
Laurea Magistrale
Crediti
8.0
Ripartizione oraria
Ore Attività frontale: 48.0
Anno accademico
2018/2019
Anno di erogazione
2019/2020
Anno di corso
2
Lingua
ITALIANO
Percorso
PERCORSO UNISALENTO
Docente responsabile dell'erogazione
PONZIO Luciano

Descrizione dell'insegnamento

Il corso è aperto a tutti gli studenti interessati.

Titolo del Corso: Il linguaggio del cinema: struttura, narrazione, montaggio

 

Il linguaggio cinematografico ricopre un ruolo centrale nell’ambito della cultura. Il cinematografo – sintesi di immagine, tempo, movimento, scrittura –, è un’arte che condensa in sé altri linguaggi, verbali e non-verbali, in un rapporto dialogico, interdisciplinare e intertestuale. A questo intreccio di un genere di espressione che maggiormente del testo esalta l’etimologia (textus), la semiotica del cinema dedica la sua attenzione, attraverso un lavoro di scomposizione e ricomposizione dei suoi molteplici linguaggi. Più che mai, nei confronti del testo cinematografico, la semiotica ha occasione di mostrare come i sistemi segnici, verbali, visivi, acustici, gestuali, prossemici, narrativi, musicali, ecc. sussistano in un rapporto di reciproca interdipendenza, e di fare osservare come non ci possano essere significati isolati e racchiusi in un solo sistema segnico, abituando così ad una lettura inter-relazionale trasferibile in altre esperienze, concernenti non solo diverse forme di professionalità, ma anche circostanze consuete della vita ordinaria. Durante il corso delle lezioni si farà riferimento ad autori classici che, da differenti punti di vista e con interessi diversi, hanno contribuito allo studio semiotico del linguaggio o, meglio, dei linguaggi, del cinema, quali Lotman, Jakobson, Barthes, Ejzenštejn, Deleuze, Pasolini.

Il corso evidenzierà gli aspetti della struttura narrativa filmica e le strategie testuali, secondo la tecnica del montaggio, delle immagini in movimento. Fornirà allo studente non solo gli strumenti cognitivi per il riconoscimento (agnizione) del lessico specifico del cinema (piano sequenza, punto di vista, sceneggiatura, schermo, sfondo, soggettiva, oggettiva, primo piano, taglio, stacco, trama messa a fuoco, fotogramma, flashback, doppiaggio, colpo di scena, colonna sonora, ambientazione ecc., ma anche il loro funzionamento ai fini della partecipazione e del coinvolgimento del lettore-spettatore ordinario. Si può dire che, in ultima analisi, la semiotica del cinema contribuisca a una teoria e a una pratica del tradurre tra linguaggi, tra generi di discorso, tra generi artistici, del tradurre anche come trasposizione (dal romanzo al film), ma anche tra lingue (il doppiaggio, la sottotitolazione). Oltre a riprendere e a riportare l’oggetto così com’è, il cinema ha la capacità, con la sua scrittura, di ricomporre le immagini, siano esse verbali (Saussure parlava già dei significanti verbali come di “immagini acustiche”) e non-verbali, basandosi su logiche interpretative, metonimiche e metaforiche, e alternando riprese per contiguità o per similarità, per somiglianza iconica.

Gli studenti potranno trarre giovamento per la loro formazione professionale dalla capacità di padroneggiare gli elementi costitutivi del testo cinematografico come veri e propri strumenti critici e interpretativi, a seconda delle strategie segniche relative all’inquadratura, all’abilità mimica, alla gestualità attoriale ed espressiva, alla musica e all’impiego della colonna sonora, alla sequenza e successione delle immagini, alla traduzione tra lingue diverse nel doppiaggio e nel rapporto tra parlato e “sottotitoli”, e al raffronto, nella costruzione dello spazio-tempo cinematografico, tra cronotopo artistico e cronotopo reale, ecc.

Il corso mira a fornire allo studente la capacità di interpretare, di tradurre, di leggere, di saper vedere le immagini (vedere non è semplicemente guardare), attraverso strumenti di comprensione attiva e responsiva, in cui non tanto interessa il che cosa rappresentato ma come esso è raffigurato nell’“orchestrazione” (espressione di Ejzenštejn) dei vari linguaggi nella loro combinazione, interrelazione e trasmutazione.

Inoltre, il testo cinematografico, in quanto linguaggio transnazionale, è un linguaggio che si proietta nella sua costituzione in una prospettiva internazionale e interculturale, non solo evidenziando differenze, anche di comportamento, tra culture diverse, ma abituando pure alla possibilità di far dialogare tra loro scenari di vita differenti, differenti sistemi di segni.

 

Descrittori EMT

Descrittori di Dublino

Nel corso gli studenti sviluppano la capacità di analizzare un documento di origine, identificare le potenziali difficoltà testuali e cognitive e valutare le strategie e le risorse necessarie per un’appropriata riformulazione, in linea con specifiche esigenze comunicative (competenze traduttive, punto 1)

Conoscenza e capacità di comprensione; Capacità di applicare conoscenza e comprensione

Permette di sviluppare competenze specifiche in ambito cinematografico (competenze tematiche)

Conoscenza e capacità di comprensione; Capacità di applicare conoscenza e comprensione

Verranno effettuate lezioni tradizionali di didattica frontale, teoriche e pratiche. La frequenza delle lezioni è vivamente consigliata.

L’accertamento della preparazione avverrà attraverso un esame-colloquio. Le domande faranno riferimento alla verifica delle competenze acquisite dallo studente del linguaggio cinematografico. Oltre a saper padroneggiare le nozioni basilari concernenti il linguaggio filmico, gli studenti avranno modo di confrontarsi in maniera trasversale con la pratica testuale (v. anche competenze personali EMT, punto 26), rintracciando nel linguaggio cinematografico gli elementi estetici e stilistici, territoriali e extraterritoriali, storici e sociali, e acquisendo così esperienze e competenze, che al di là dell’ambito del corso di semiotica del cinema, possono valere, oltre che nell’ambito della loro complessiva formazione culturale, specificamente nell’ambito del loro complessivo corso di studio, particolarmente quello di “traduttore e interprete” (v. competenze traduttive, punto 1), che deve preparare all’incontro di linguaggi differenti, di procedure artistiche differenti, di epoche differenti, di culture differenti.

Le date degli appelli verranno comunicate successivamente online.

Oltre al titolare, durante lo svolgimento del corso possono essere coinvolti altri docenti della stessa disciplina o di altri settori disciplinari che con il loro contributo permettono ad approfondire determinate tematiche in base alle specifiche esperienze lavorative e di ricerca.

Oltre ai libri di testo consigliati in programma, il corso si avvarrà di materiale didattico di ordine bibliografico, informatico, fotografico, filmico, fornito di volta in volta durante le lezioni.

Titolo del Corso: Il linguaggio del cinema: struttura, narrazione, montaggio

 

Il linguaggio cinematografico ricopre un ruolo centrale nell’ambito della cultura. Il cinematografo – sintesi di immagine, tempo, movimento, scrittura –, è un’arte che condensa in sé altri linguaggi, verbali e non-verbali, in un rapporto dialogico, interdisciplinare e intertestuale. A questo intreccio di un genere di espressione che maggiormente del testo esalta l’etimologia (textus), la semiotica del cinema dedica la sua attenzione, attraverso un lavoro di scomposizione e ricomposizione dei suoi molteplici linguaggi. Più che mai, nei confronti del testo cinematografico, la semiotica ha occasione di mostrare come i sistemi segnici, verbali, visivi, acustici, gestuali, prossemici, narrativi, musicali, ecc. sussistano in un rapporto di reciproca interdipendenza, e di fare osservare come non ci possano essere significati isolati e racchiusi in un solo sistema segnico, abituando così ad una lettura inter-relazionale trasferibile in altre esperienze, concernenti non solo diverse forme di professionalità, ma anche circostanze consuete della vita ordinaria. Durante il corso delle lezioni si farà riferimento ad autori classici che, da differenti punti di vista e con interessi diversi, hanno contribuito allo studio semiotico del linguaggio o, meglio, dei linguaggi, del cinema, quali Lotman, Jakobson, Barthes, Ejzenštejn, Deleuze, Pasolini.

Il corso evidenzierà gli aspetti della struttura narrativa filmica e le strategie testuali, secondo la tecnica del montaggio, delle immagini in movimento. Fornirà allo studente non solo gli strumenti cognitivi per il riconoscimento (agnizione) del lessico specifico del cinema (piano sequenza, punto di vista, sceneggiatura, schermo, sfondo, soggettiva, oggettiva, primo piano, taglio, stacco, trama messa a fuoco, fotogramma, flashback, doppiaggio, colpo di scena, colonna sonora, ambientazione ecc., ma anche il loro funzionamento ai fini della partecipazione e del coinvolgimento del lettore-spettatore ordinario. Si può dire che, in ultima analisi, la semiotica del cinema contribuisca a una teoria e a una pratica del tradurre tra linguaggi, tra generi di discorso, tra generi artistici, del tradurre anche come trasposizione (dal romanzo al film), ma anche tra lingue (il doppiaggio, la sottotitolazione). Oltre a riprendere e a riportare l’oggetto così com’è, il cinema ha la capacità, con la sua scrittura, di ricomporre le immagini, siano esse verbali (Saussure parlava già dei significanti verbali come di “immagini acustiche”) e non-verbali, basandosi su logiche interpretative, metonimiche e metaforiche, e alternando riprese per contiguità o per similarità, per somiglianza iconica.

Bibliografia:

 

Testo obbligatorio:

  • •      J. M. Lotman, a cura di Luciano Ponzio, Lineamenti di Semiotica del Cinema e cineestetica, Mimesis, Milano 2019.
  • •    

A seconda dei particolari interessi di ciascuno e in riferimento alle tematiche del corso, gli studenti possono scegliere per la loro preparazione i seguenti moduli (A o B o C) da aggiungere al testo obbligatorio:

 

A:

  • •    S. M. Ejzenštejn, La forma cinematografica, Einaudi, Torino, 2003.
  • •    A. Somaini, Ejzenštein. Il cinema, le arti, il montaggio, Einaudi, Torino 2011.

 

B:

  • •    J. M. Lotman; Y. Tsivian, Dialogo con lo schermo, Moretti&Vitali, Bergamo 2001.
  • •    R. Jakobson, La fine del cinema?, Booktime, Milano 2009.

 

C:

  • •    P. P. Pasolini, Empirismo eretico, Garzanti, Cernusco s/N (Mi), 2003 (III parte, scritti sul cinema).
  • •    R. Barthes, Sul cinema, Nuovo Melangolo, Genova 1997; oppure L’ovvio e l’ottuso, Einaudi, Torino, 2004 (in particolare: Il terzo senso. Note di ricerca su alcuni fotogrammi di Ejzenštejn).

 

Altri testi segnalati (da concordare eventualmente col docente come alternativi al programma d’esame):

  • •    G. Deleuze, 2 voll. L’immagine-movimento (Cinema 1) e L’immagine-tempo (Cinema 2), Ubulibri, Milano 2010 (V. anche Einaudi).
  • •    S. M. Ejzenštejn, Walt Disney, SE, Milano, 2004.
  • •    S. M. Ejzenštejn, Charlie Chaplin, SE, Milano, 2005.
  • •    E. Morin, Il cinema o l’uomo immaginario. Saggio di antropologia sociologica, Cortina, 2016.
  • •    L. Forgione, Il grande venditore di immagini. Elementi di semiotica del cinema, Ed. Riuniti Univ. Press, Roma 2010.
  • •    P. Basso Fossali, Confini del cinema. Strategie estetiche e ricerca semiotica, Lindau, Torino 2003.
  • •    P. Montani, Fuori campo. Studi sul cinema e l’estetica, QuattroVenti, Urbino, 1993.
  • •    J. Talens, L’occhio aperto. Leggendo Luis Buñuel, Giuseppe Laterza, Bari 2009.
  • •    A. Ponzio, L. Ponzio, S. Petrilli, Interferenze. Pier Paolo Pasolini, Carmelo Bene e dintorni, Mimesis Milano, 2012.
  • •    E. Garroni, Scritti sul cinema, Aragno, Torino, 2006.
  • •    G. Kraiski (a cura di), I formalisti russi nel cinema, Garzanti, Milano, 1987.
  • •    V. Woolf, Sul cinema, Mimesis, Milano, 2012.

Semestre
Primo Semestre (dal 23/09/2019 al 17/01/2020)

Tipo esame
Non obbligatorio

Valutazione
Orale - Voto Finale

Orario dell'insegnamento
https://easyroom.unisalento.it/Orario

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