NARRATOLOGIA

Insegnamento
NARRATOLOGIA
Insegnamento in inglese
Narratology
Settore disciplinare
L-FIL-LET/14
Corso di studi di riferimento
SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE
Tipo corso di studio
Laurea
Crediti
6.0
Ripartizione oraria
Ore Attività frontale: 30.0
Anno accademico
2019/2020
Anno di erogazione
2019/2020
Anno di corso
1
Lingua
ITALIANO
Percorso
PERCORSO COMUNE
Docente responsabile dell'erogazione
AUGIERI Carlo Alberto

Descrizione dell'insegnamento

Si richiede un’adeguata conoscenza della storia della letteratura italiana (e non solo) del Novecento; della critica letteraria riferita all’analisi del testo narrativo. È auspicabile la conoscenza dei romanzi fondamentali della nostra identità culturale europea, narrativamente costruita tramite la parola dialogica e la personografia identitaria, emozionale ed esistenziale, della narrativa contemporanea.

 

È possibile parlare di Etica della Narrazione, intesa come: dovere del narratore di raccontare la verità; attenzione umanistica nel cogliere l’umano pur nelle situazioni che appaiono solo disumane; pulsione intensionale di ‘dare voce’ ai Sommersi, impossibilitati a raccontare, a testimoniare?

Il corso intende offrire risposte interessanti al quesito che coinvolge il fine culturale ed umanistico della narrazione, approfondendo le esperienze narranti e le idee di cultura narrativa di Intellettuali esemplari per testimonianza e pensiero, quali P. Levi, E. Escobar, P.V.Mengaldo e di E. W. Said. 

 

 

Analisi e comprensione del discorso narrativo; conoscenza dei concetti critici della narratologia, con attenzione pure ermeneutica riferita  alla comprensione del testo.

         L’insegnamento di Narratologia intende fornire agli studenti il metodo affabulante  del comprendere le diverse sequenze del discorso raccontato; si propone pure di motivare nei giovani allievi  le loro capacità del comprendersi narrativamente tramite lo studio della parola ‘viva’, effettivamente ‘parlante’ nella pratica comunicativa del discorso: il fine è di fare esperienza,  intensamente significativa, con la forma espressiva del ritrarre sé e del riconoscersi, a confronto con l’orizzonte linguistico dell’altro.

         Raccontare e raccontarsi sono competenze trasversali da raggiungere come esito finale: la costruzione significante del sé avviene narrativamente, all’interno dei ruoli narrativi di parlante-narratore circa l’agire secondo la propria volizione; in riferimento pure all’aspetto modale del ‘poter’ essere e del ‘poter’ fare entro la storia di trame in cui l’io come personaggio cerca  di vivere per sentirsi soprattutto soggetto  d’esistenza e di desiderio ‘agente’.

Per il conseguimento di tali obiettivi formativi, gli studenti dovranno maturare un’adeguata conoscenza delle teorie critiche e delle metodologie di analisi, relativamente ai linguaggi descrittivi, commentativi, dialogici e narrativi, in relazione sia all’asse sintagmatico del discorso, sia a quello paradigmatico, al fine di cogliere i processi trasformativi della lingua normale, funzionale, secondo lo stile specifico della letterarietà affabulante dell’argomentazione.

Ne consegue che, durante le lezioni ‘frontali’, saranno analizzati molteplici stili discorsivi, in particolare quelli relativi al passaggio dall’evento al fatto, dalla cronaca al narrato (così come ‘accade’ in testi storici, compresi i romanzi biografici e storici, e giornalistici, ad esempio), al fine di far cogliere all’attenzione degli Studenti la dinamica della lingua ‘in opera’ nel mentre lo scrittore-enunciatore struttura, codifica e mette in forma un contenuto da ‘far’ significare secondo le ‘richieste’ ermeneutiche del codice narrativo del comprendere.        

Analisi e comprensione del discorso narrativo; conoscenza dei concetti critici della narratologia, con attenzione pure ermeneutica riferita  alla comprensione del testo.

         L’insegnamento di Narratologia intende fornire agli studenti il metodo affabulante  del comprendere le diverse sequenze del discorso raccontato; si propone pure di motivare nei giovani allievi  le loro capacità del comprendersi narrativamente tramite lo studio della parola ‘viva’, effettivamente ‘parlante’ nella pratica comunicativa del discorso: il fine è di fare esperienza,  intensamente significativa, con la forma espressiva del ritrarre sé e del riconoscersi, a confronto con l’orizzonte linguistico dell’altro.

         Raccontare e raccontarsi sono competenze trasversali da raggiungere come esito finale: la costruzione significante del sé avviene narrativamente, all’interno dei ruoli narrativi di parlante-narratore circa l’agire secondo la propria volizione; in riferimento pure all’aspetto modale del ‘poter’ essere e del ‘poter’ fare entro la storia di trame in cui l’io come personaggio cerca  di vivere per sentirsi soprattutto soggetto  d’esistenza e di desiderio ‘agente’.

Per il conseguimento di tali obiettivi formativi, gli studenti dovranno maturare un’adeguata conoscenza delle teorie critiche e delle metodologie di analisi, relativamente ai linguaggi descrittivi, commentativi, dialogici e narrativi, in relazione sia all’asse sintagmatico del discorso, sia a quello paradigmatico, al fine di cogliere i processi trasformativi della lingua normale, funzionale, secondo lo stile specifico della letterarietà affabulante dell’argomentazione.

Ne consegue che, durante le lezioni ‘frontali’, saranno analizzati molteplici stili discorsivi, in particolare quelli relativi al passaggio dall’evento al fatto, dalla cronaca al narrato (così come ‘accade’ in testi storici, compresi i romanzi biografici e storici, e giornalistici, ad esempio), al fine di far cogliere all’attenzione degli Studenti la dinamica della lingua ‘in opera’ nel mentre lo scrittore-enunciatore struttura, codifica e mette in forma un contenuto da ‘far’ significare secondo le ‘richieste’ ermeneutiche del codice narrativo del comprendere.        

La valutazione avverrà con dialogo argomentativo, maieuticamente svolto in modo ‘frontale’: le domande intenderanno cogliere negli studenti la conoscenza critica della narratologia e l’analisi della parola narrante come fenomenologicamente ‘composta’ nei testi narrativi, letti durante le lezioni.

Lo studente verrà valutato in relazione agli argomenti esposti ed alla modalità espressiva con cui essi saranno  tematizzati, in riferimento soprattutto alla pertinenza semantica dei concetti riferiti.

 

Gli studenti possono prenotarsi per l’esame finale esclusivamente utilizzando le modalità previste dal sistema VOL; le date degli appelli saranno indicate con anticipo nella  bacheca ‘cartacea’ ed on-line.

Propongo il seguente piano discorsuale riferito all’argomento del corso, distinto secondo tre fasi di contestualità argomentativa: metodica, storica, testuale.

Nella prima sequenza didattica, saranno presentati e spiegati i concetti basilari della narratologia critica, con riferimento, in particolare, a A.J.Greimas, R. Barthes, T. Todorov, C. Bremond.

Dopo la base teorica del metodo di studio riguardante il ‘pensiero affabulante’, presenterò i testi in cui si racconta e si interpreta l’umano nel sebbene dell’evenemenzialità storica dell’inumano. Di questi testi spiegherò le strutture e le sequenze della narrazione, con l’approdo ad una comprensione testimoniale del tema trattato: guerra, lager, violenza etnica e di potere.

Partendo da una riflessione di Philip Roth, riferita alla “spietata intimità della narrativa”,  durante le lezioni mi soffermerò, in particolare, sui momenti della sorpresa narrativa a carattere profondamente umanistico: l’emergere del gesto e dell’atto umano, ‘troppo’ umano, a rischio pure della propria vita, con l’intento di dimostrare che,  pur nell’offesa più repressiva dell’uomo-soggetto, non si cancella in lui il sentimento d’umano, che pulsa come momento esotopico capace di dare senso alla vita nell’estremo rischio del sacrificio di sé in difesa dell’altro, della sua identità vivente e fraterna.  

Ecco, di seguito, la presentazione tematica e bibliografica del corso:

Argomento:   Per un’Etica della Narrazione: raccontare la verità, raccontare l’umano pur nell’inumano, raccontare i Sommersi dal tacere costretto.

 

Testi (due a scelta tra i seguenti):

P. Levi,  I sommersi e i salvati, intr. di D. Bidussa, Torino, Einaudi (qualunque anno di edizione)

R. Escobar,  Il silenzio dei persecutori ovvero il Coraggio di Shahrazàd, Bologna, il Mulino (qualunque anno di edizione)

P. V. Mengaldo, La vendetta è il racconto, Torino, Bollati Boringhieri (qualunque anno di edizione)

E. W. Said,  Dire la verità. Gli intellettuali e il potere, Milano, Feltrinelli (qualunque anno di edizione)

 

 

b. Parte istituzionale:

Per l’apprendimento di concetti narratologici fondamentali:

S. Calabrese,  Manuale di comunicazione narrativa, Milano-Torino, Pearson, 2019

Testi (due a scelta tra i seguenti):

P. Levi,  I sommersi e i salvati, intr. di D. Bidussa, Torino, Einaudi (qualunque anno di edizione)

R. Escobar,  Il silenzio dei persecutori ovvero il Coraggio di Shahrazàd, Bologna, il Mulino (qualunque anno di edizione)

P. V. Mengaldo, La vendetta è il racconto, Torino, Bollati Boringhieri (qualunque anno di edizione)

E. W. Said,  Dire la verità. Gli intellettuali e il potere, Milano, Feltrinelli (qualunque anno di edizione)

 

 

b. Parte istituzionale:

Per l’apprendimento dei concetti narratologici fondamentali:

S. Calabrese,  Manuale di comunicazione narrativa, Milano-Torino, Pearson, 2019

Semestre
Secondo Semestre (dal 24/02/2020 al 22/05/2020)

Tipo esame
Non obbligatorio

Valutazione
Orale - Voto Finale

Orario dell'insegnamento
https://easyroom.unisalento.it/Orario

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